Questo sito è soltanto di supporto a quello ufficiale. Collegati a TUTORIAL FOTOGRAFICI, al link http://tutorialfotografici.blogspot.com/
Visualizzazione post con etichetta sensibilità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sensibilità. Mostra tutti i post

domenica 17 luglio 2011

Glossario della fotografia: ISO

ISO è' la misura della sensibilità di una pellicola o di un sensore, in passato esistevano due scale di misurazione, ASA (americana) ed DIN (tedesca), da diversi anni ormai, queste due scale sono state sostituite dalla scala ISO (International Standard Organization) che è riconosciuta appunto a livello internazionale, più grande è il numero, più la pellicola è sensibile alla luce, (di solito si parte da 100 iso), per i sensori vale lo stesso concetto, con il vantaggio che, mentre una pellicola è tutta della stessa sensibilità, con le fotocamere digitali, è possibile variare la sensibilità da uno scatto all’altro a seconda delle esigenze, attenzione però, sarebbe comodo poter disporre sempre di sensibilità elevate, ma in questo caso elevando troppo questo valore si manifesta un fenomeno detto grana o rumore, che consiste in una granulosità presente nell’immagine scattata, questa grana può a volte essere piacevole ed aggiungere qualcosa in più allo scatto, ma se ci serve la massima nitidezza, può costituire un problema, meglio quindi mantenere sempre bassi gli iso, se le circostanze lo permettono, la grana, se vogliamo, può anche essere aggiunta in seguito con i programmi di fotoritocco. 



Approfondimenti su "La scelta degli ISO"

mercoledì 13 luglio 2011

Glossario della fotografia: stop

Per stop si identifica l'intervallo del valore dell’esposizione. L’aumento di un intervallo equivale al raddoppio della quantità di luce che colpisce la pellicola o sensore. Comunemente con stop ci si riferisce in egual misura e proporzione all’apertura del diaframma, al tempo di esposizione e alla sensibilità. Esempio: l’apertura di 1 stop del diaframma e la riduzione di 1 stop del tempo di esposizione non cambia la quantità di luce necessaria alla corretta impressione del sensore o pellicola.

L'esposizione


L'esposizione è il concetto chiave per ottenere una fotografia corretta. Esistono tre fattori che regolano questo parametro, e sono il diaframma, il tempo e la sensibilità (ISO), pertanto in fotografia si parla di triangolo dell'esposizione, poiché al variare di uno dei tre cardini, anche gli altri si modificheranno di conseguenza. In effetti è impossibile parlare singolarmente di uno dei tre elementi, poiché sono strettamente collegati.





L'esposimetro

Esistono diversi tipi di esposimetri, ma in questo momento ci occuperemo di quello che si trova all'interno della nostra fotocamera. Quando guardiamo dentro il mirino della nostra reflex, in basso si trova la scala esposimetrica.

Un esempio di scala esposimetrica

Come vediamo in figura, è composta principalmente di due parti: la scala graduata e l'ago, quel rettangolino digitale che si sposta a seconda che la scena sia sotto o sovra esposta. Il nostro compito, per sommi capi, è fare in modo che l'ago si trovi al centro, mostrandoci quindi una scena mediamente esposta in modo corretto. 
Per regolare l'ago a tal modo, dovremo regolare, a seconda della necessità, tempo, diaframma o sensibilità.

Come funziona? L'esposimetro interno alle fotocamere misura la quantità di luce riflessa da un soggetto in relazione ad un parametro estremamente famoso in fotografia: il grigio medio. Nonostante il nostro mondo sia a colore, l'esposimetro è ancora uno strumento rudimentale e "legge" un mondo in bianco e nero. Del resto, un tempo le pellicole esistevano esclusivamente in bianco e nero. Si scelse di tarare l'esposimetro usando questa sfumatura di grigio (detto anche grigio 18%) perché molti colori presenti in natura riflettono la luce proprio come questo colore. Pertanto quando andremo ad inquadrare una scena, la risposta sarà data a seconda di questo fattore.

Esposizione corretta, foto sbagliata? Se è vero che possiamo affidarci al nostro esposimetro per la maggior parte delle situazioni, vi sono casi in cui è totalmente inutile. Un caso lampante è il controluce. Prendiamo un tramonto e scattiamo una foto al nostro soggetto. Il risultato sarà simile a questo:


L'esposimetro calcola la corretta esposizione per una vasta area del fotogramma, pertanto la persona (soggetto) nella foto, che occupa forse il 5% di tutto il fotogramma, non è stato preso in considerazione. Il risultato è una foto magnifica, ma del nostro soggetto non vediamo altro che una silhouette. 
Esistono funzioni avanzate (le vedremo prossimamente) che consentono di ridurre l'angolo di rilevamento della corretta esposizione, in modo tale da limitare il margine di errore. Di norma sono incluse nel manuale d'istruzioni della nostra reflex, sotto la voce "esposizione" o "esposimetro".

L'esposizione e l'istogramma

Dato per assodato che per ottenere una foto correttamente esposta bisogna usare nel modo corretto i tre parametri fondamentali (sensibilità del sensore, diaframma di lavoro e tempo di scatto), guardiamo ora un attimo oltre.
Una volta ottenuta la nostra fotografia, guardandola a display possiamo scoprire moltissime cose. Premendo sul pulsante "info", a lato della foto apparirà un istogramma come quello in figura.

Guardando attentamente, scopriamo che è diviso in cinque fasce verticali, che corrispondono (da sinistra a destra), le basse luci, le ombre, i valori medi, le luci, le alte luci. Nella foto in esempio, vediamo come tutto l'istogramma sia spostato verso destra, tendendo quindi ad una leggera sovraesposizione. Un errore? Niente affatto, in era digitale. Scopriamo il perché.

Tenersi a destra. Parlando di fotografia digitale e specialmente scattando una fotografia in formato RAW, è sempre meglio tendere ad una leggera sovraesposizione (circa 2/3 di stop). Infatti il sensore ha la capacità di immagazzinare una quantità di dati superiore a quella che il display mostra.
In post produzione, scoprirete che scurire una zona troppo chiara non comporta una perdita di qualità, mentre schiarire una zona troppo scura porta ad un deterioramento nelle ombre più chiuse e nei neri profondi.

Prima dello scatto: la scelta degli ISO

Quando prendiamo in mano la macchina fotografica, come prima cosa dobbiamo valutare la luce. Infatti, a seconda dell'ora del giorno, ci possiamo trovare davanti a situazioni estremamente differenti (per altro già visto in "bilanciamento del bianco").
Per regolare l'entrata della luce nella fotocamera, possiamo variare i valori di diaframma e tempo, ma esistono (molte) condizioni in cui è necessario parlare di un altro parametro, che affronteremo in questo capitolo.


ISO, praticamente

Il modo in cui andrò a spiegare l'importanza di questo parametro potrà apparirvi grossolana, ma cercherò l'approccio più semplice possibile in relazione ad un pubblico di neofiti.
Anzitutto, ISO è un parametro variabile che identifica la sensibilità del sensore alla luce. Il valore più basso è (comunemente) ISO 100. Nelle impostazioni della nostra macchina fotografica, è anche possibile assegnare il valore "A" (automatico), che si regolerà automaticamente al cambiare degli altri valori (tempo e diaframma).
In condizioni di luce ambiente, di giorno, ISO è un parametro quasi trascurabile, poiché possiamo tranquillamente lasciare "A" o "100", il valore si discosterà di molto poco. Ma quando ci troviamo in altre situazioni (tramonto, sera, luogo chiuso,...) diventa un fattore essenziale. 

Cosa comporta cambiare ISO? Credo sia la domanda da porre ora. Effettivamente, a differenza di tempo e diaframma, in cui a cambiare è l'effetto, modificando la sensibilità cambia la qualità della fotografia. Infatti, se 100 è il valore di base, in cui avremo una foto "pulita", aumentando la sensibilità in modo evidente (1600, 3200, etc...) avremo un progressivo deterioramento della foto con la tipica "grana" ("rumore", in digitale). La fotografia qui sotto vi aiuterà a capire meglio.

Clicca sull'immagine per ingrandire
Vediamo quindi, con estrema chiarezza, che all'aumentare del valore ISO, progressivamente la qualità della foto peggiora. All'atto dello scatto quindi, il fotografo dovrà decidere se è possibile diminuire il tempo (senza causare effetti di mosso), aprire il diaframma, cambiare ISO o utilizzare il flash.

C'è poca luce, uso il flash!

Il fattore flash può essere un valido aiuto quando ci troviamo di fronte a scene scarsamente illuminate, ma anche in questo caso bisogna sempre affrontare caso per caso. Il flash, anzitutto, ha uno svantaggio molto evidente: il lampo illumina esclusivamente una scena a corto raggio. Se mi trovo in casa di amici, durante una festa, nessun problema: posso scattare con il flash! Ma se volessi fotografare una strada di notte e "fermando sul posto" le persone che camminano? Inevitabile, devo aumentare gli ISO.

Esistono anche condizioni polivalenti. Nell'esempio sopra, la festa a casa, non a caso ho sottolineato quel "posso". Infatti nulla mi vieta di scattare a ISO 1600 (ad esempio) ed ottenere una fotografia analoga. In questo caso, naturalmente, la temperatura colore sarà differente (illuminazione casalinga, luce più gialla e calda), ma non vi saranno ombre nette. Ciò che cambia, nettamente, sarà la qualità della fotografia, che risulterà inequivocabilmente più sgranata.
Per fortuna, nonostante il mondo sia ormai tutto automatizzato, il fotografo ha ancora il privilegio di poter fare una scelta a seconda della situazione. Senz'altro esperienza e capacità aiutano, ma nulla vi vieta di fare esperimenti.

ISO e rumore

Il rumore, che come detto sopra è la grana in una fotografia, è il più grande dei problemi quando si parla di ISO alti. Esistono due fattori che determinano la grana, a parità di ISO.

Dimensioni del sensore. Le dimensioni contano, eccome. Una fotocamera compatta ha un sensore molto piccolo, e genera molto rumore. Una reflex a sensore ridotto (APS-C, tutte le entry level e quelle per fotoamatore evoluto) ha una superficie maggiore ed il rumore sarà minore. Nelle reflex FF (full frame, rivolte ai professionisti) il rumore sarà minimo.

Anno di produzione. La tecnologia in questo senso, compie passi da gigante. Ogni anno escono fotocamere nuove, che spesso non sono altro che evoluzioni di un modello precedente. Ogni volta si hanno miglioramenti, e spesso la gestione del rumore è coinvolta in questo processo evolutivo.

ISO e la sua gestione

Infine spieghiamo concretamente come funzionano gli ISO. Per farlo, mi appoggio ad un esempio concreto.

Tintarella estiva. Ci sono tre ragazze al mare, che prendono il sole. Una ha una pelle tipicamente nord africana, una italiana e la terza ha una pelle nordica. Presentano tre tipi di pelle molto diversi, e pertanto, diversamente sensibili al sole: in un'ora, mentre la prima ragazza sarà poco abbronzata, la terza si sarà scottata.
In fotografia funziona allo stesso modo. La ragazza africana potrebbe essere ISO 100, quella nordica ISO 1600.
La chiave di tutto è sempre la quantità di luce. Ad ogni raddoppio di sensibilità, la quantità di luce necessaria per impressionare il sensore si dimezza.
Ritornando all'esempio, supponiamo che alla ragazza africana (ISO 100) serva, per abbronzarsi, un'ora.
Invece alla ragazza nordica, ISO 1600, per abbronzarsi con la stessa intensità, basta molto meno. Calcolare il tempo di esposizione corretto è molto semplice.

ISO 100 -- raddoppio -- 200 -- raddoppio -- 400 -- raddoppio 800 -- raddoppio -- 1600

Abbiamo fatto quattro raddoppi (in fotografia si chiamano stop), pertanto possiamo dire che ISO 1600 è quattro volte più sensibile rispetto ISO 100.
Trovare il tempo di abbronzatura per la ragazza nordica ora è semplice, poichè il tempo iniziale (un'ora) va dimezzato quattro volte.

1 ora -- dimezzo -- mezz'ora -- dimezzo -- 15 minuti -- dimezzo -- 8 minuti e mezzo -- dimezzo -- 4 minuti e 15 secondi.

In fotografia (è giusto imparare a parlare con i termini corretti), ho diminuito di quattro stop il tempo di esposizione, affinché la foto risultasse correttamente esposta.

Più avanti parleremo di esposimetro, uno strumento utilissimo per esporre correttamente una fotografia, presente in ogni macchina fotografica moderna (anche nelle compatte!)