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domenica 17 luglio 2011

Meglio Canon o Nikon?

Non poteva mancare questa piccola parentesi, poiché è una domanda che da fotografo mi sento fare continuamente da chi, magari come voi, sta scegliendo con quale fotocamera iniziare ad affacciarsi al mondo reflex.
Partirei da una premessa: i creatori di questo blog sono tutti Canon-user. La bilancia penderà in quella direzione? Niente affatto. Canon e Nikon sono due case produttrici di materiale fotografico per il pubblico, materiale militare e industriale da oramai decine di anni. Stando alle classifiche dell'ultimo anno, Canon si è piazzata al primo posto in ordine di vendita, seguita al secondo posto da... Sony. Mentre Nikon vanta il terzo posto. E' altresì vero che alle ultime olimpiadi, il numero di Nikon tra i professionisti in campo era superiore agli utilizzatori di Canon. Ma allora, meglio Canon o Nikon?

Ogni anno, le due case sfornano modelli nuovi, in una corsa al miglioramento tecnologico che non avrà mai fine, e salvo rari casi, il testa a testa finisce sempre in pareggio. Le due case, di fatto, si equivalgono, e non si possono fare dei confronti a livello globale. Si possono piuttosto fare dei confronti tra i singoli modelli, ed è qui che di tanto in tanto un obiettivo o un corpo macchina possono fare la differenza.

Per un neofita, la scelta non è affatto complicata, perché può veramente buttarsi a cuor leggero. Avete un amico che già possiede Canon? Benissimo, fate la sua scelta, così potrete scambiarvi gli obiettivi. Vostro padre usava Nikon e possiede ottiche compatibili? Scegliete Nikon. Per quanto mi riguarda, quando avevo 5 anni usavo la Canon di papà. Diventato adulto, avevo oramai ricevuto l'imprinting... non sto scherzando! Quando mi dissi "acquisto una reflex" nella mia testa esisteva solo Canon.

E nell'usato (online)?

Quando si parla di usato, il pensiero va automaticamente a eBay. Mi è capitato più di una volta di rivolgermi al mercato dell'usato, specie per acquistare fotocamere o semplicemente per curiosità. Nikon offre molto di più, a prezzi senz'altro più vantaggiosi della controparte Canon, anche a parità di funzioni. Fateci un pensierino...

Consigli ed esperienza personale

In tutto questo marasma ci siamo dimenticati tutte le altre marche? Quante me ne diranno i vari Pentaxiani? E la Sony allora, che vanta il secondo posto in ordine di vendita di macchine fotografiche (nel 2010)? La realtà è che in rete si trovano moltissimi confronti, e quasi tutti sono tra le due case di cui stiamo parlando oggi, la bianco-rossa e la giallo-nera. Ricordo anni fa, in un forum, venni brutalmente attaccato da un Pentax-user, che mi disse che "tutt'ora Canon e Nikon invidiano alcune ottiche Pentax per la qualità inarrivabile delle loro lenti..." ora, in tutta franchezza non ho provato queste fantomatiche lenti Pentax, immagino che la qualità sia senz'altro buona, se non ottima. Ma rivolgo anche l'attenzione ad altro: quando una ditta produce e fattura migliaia di volte quello che fanno le concorrenti, motivi ce ne saranno, oltre al fattore marketing.
Insomma, per farla breve, scegliere Canon o Nikon significa affidarsi a marchi che guadagnano e dunque investono somme molto più grandi di quelle di altri concorrenti.

Se potessi tornare indietro? Sposerei ancora una volta Canon, per il modo intelligente con cui ha disposto le ghiere sulla fotocamera. Sicuramente sono abituato ad usare la configurazione Canon, ma quando prendo in mano Nikon, mi trovo spaesato. Anche usando mostri come la Nikon D3X, niente da fare: impugnare la Canon 1Ds MkIII, il feeling è proprio differente. Stando ai numeri, sono praticamente uguali, ma reputo più easy la Canon.

Cosa invidio al concorrente? Il 24-70mm di Nikon. Il rivale Canon (che io stesso possiedo) a parer mio, non riesce a rendere quella nitidezza cristallina.

mercoledì 13 luglio 2011

Diaframma di lavoro e tempo di scatto

L'assoluta complicità dei due elementi mi obbliga ad affrontarli assieme. Del resto, si sente parlare di coppia tempo-diaframma con estrema facilità in fotografia, e scopriremo che sono la base tecnica di ogni fotografia. Assieme al terzo elemento, la sensibilità (ISO), compongono il triangolo dell'esposizione.
In due parole, si potrebbe dire che entrambi regolano la quantità di luce che va a impressionare il sensore, ciò che li differenzia, fondamentalmente, è il modo in cui questi vanno ad agire. 



Il Diaframma

Il diaframma è un apparato composto da un certo numero di lamelle, che si chiudono e si aprono ad iride, quando si agisce sulla ghiera apposita che si trova sull’obiettivo, per maggior precisione bisogna anche dire che molti obiettivi oggi non hanno più questa ghiera e l’impostazione del valore del diaframma si effettua direttamente nella fotocamera.
Lo scopo del diaframma, è quello di regolare la quantità di luce che passa attraverso l’obiettivo, la chiusura o apertura delle lamelle, avviene secondo degli intervalli prestabiliti, che vengono chiamati stop o indicati con la lettera f, ogni intervallo raddoppia o dimezza la quantità di luce che entra nell’obiettivo, ed è indicato da un numero, gli intervalli che si trovano su un obiettivo sono di solito questi:

f 2,8 -  f 4 - f 5,6 - f 8 - f 11 - f 16 - f 22

Come interpretare questi numeri? Diciamo subito che più piccolo è il numero, più grande è l’apertura delle lamelle del diaframma, quindi maggiore è la quantità di luce che entra, mentre più grande è il numero, più piccola è l’apertura delle lamelle, e quindi minore è la quantità di luce che entra.
Il termine “aprire il diaframma” significa quindi impostare numeri f sempre più piccoli, invece il termine “chiudere il diaframma” significa quindi impostare numeri f sempre più grandi.

La Profondità Di Campo. Il diaframma influisce anche su un altro importante parametro: la profondità di campo (spesso la troverete abbreviata come pdc oppure dof, ossia depth of field).
La pdc è la zona davanti e dietro il soggetto principale che risulta ancora nitida.
I diaframmi chiusi hanno l’effetto di aumentare la pdc, i diaframmi aperti invece la riducono.
La foto degli scacchi spiega questo fenomeno meglio di molte parole, come si vede nell’immagine in alto, gli scacchi che si trovano in fondo, sono nitidi come quelli davanti, che sono in questo caso il nostro soggetto principale, questo effetto è stato ottenuto chiudendo il diaframma, ossia impostando numeri f alti, (per esempio f 11 f 16 f 22).
Al contrario, nella foto in basso, gli scacchi che si trovano più indietro sono sfocati, e ciò è stato ottenuto aprendo il diaframma, ossia impostando numeri f bassi (per esempio f 2,8 f 4).

A cosa ci serve tutto ciò? Le pdc viene usata principalmente a scopo creativo, in linea di massima quando facciamo un ritratto, è preferibile usare diaframmi aperti, (numeri bassi) perché sfocando dietro al soggetto, eliminiamo eventuali elementi di disturbo, creando allo stesso tempo uno sfondo più omogeneo.
Al contrario nei paesaggi, è preferibile usare diaframmi chiusi (numeri alti) perché ci sono molti elementi di interesse a distanze diverse tra loro, e con una pdc molto estesa potremo averli tutti bene a fuoco.
Queste sono regole base che con l’esperienza possono anche essere aggirate per particolari scopi creativi, ma come diceva Nietzsche: ”prima di cercare di volare, devi imparare a camminare”
Ultima integrazione all’argomento, nelle fotocamere moderne, quando si imposta il valore del diaframma, le lamelle non si muovono subito, ma solo al momento dello scatto esse vengono aperte o chiuse a seconda del valore selezionato, da un apposito meccanismo.
Perché accade ciò? Perché in questo modo il diaframma può essere mantenuto completamente aperto fino al momento di scattare, ciò significa più luce nel mirino e quindi una visione più chiara ed agevole per comporre l’inquadratura.
Molte fotocamere sono poi dotate di un pulsante di “previsualizzazione della pdc”, premendolo si chiude il diaframma senza effettuare lo scatto, si può così valutare in anteprima nel mirino la pdc che otterremo, rilasciando il pulsante tutto tornerà come prima.



L'otturatore e i tempi di posa
 
L’otturatore è un meccanismo formato da tendine scorrevoli o lamelle, che si aprono per un intervallo di tempo definito.
Ogni tempo è indicato da numeri, 60, 125, 250, 500 e via dicendo, questi numeri sono in realtà delle frazioni di secondo, ossia 60 sta per 1/60 di secondo, 125 sta per 1/125 di secondo e così via.
Questo significa che i numeri elevati indicano che l’otturatore resterà aperto per un tempo minore rispetto ai numeri più bassi (infatti 1/125 di secondo è un tempo più veloce di 1/60).
Cosa comporta tutto ciò?
I tempi più veloci (ossia i numeri alti) fanno entrare la luce per un tempo minore, ma hanno la capacità di “congelare” i soggetti in movimento, se riprendiamo una persona mentre corre, impostando tempi veloci, otterremo una figura completamente nitida, al contrario, impostando tempi lenti (i numeri bassi), il corridore apparirà mosso.
Anche in questo caso, ogni intervallo (ad es. 1/60 - 1/125), raddoppia o dimezza il tempo durante il quale la luce entra nella fotocamera. 


In conclusione
 
Il tempo di posa e il diaframma lavorano in coppia, se uno dei due viene regolato per far entrare meno luce (il diaframma), l’altro andrà regolato di conseguenza per far agire la luce per più tempo sulla pellicola o sul sensore (il tempo di posa) o viceversa, se uno dimezza, l’altro raddoppia.
Cosa significa questo in pratica?
Significa che la corretta esposizione, può essere data non da una sola coppia tempo/diaframma, ma da più coppie, sta a noi scegliere quale sarà la coppia più adatta alle nostre esigenze.
Facciamo un esempio pratico:
sto fotografando un paesaggio, l’esposimetro mi indica come esposizione corretta 1/500 di secondo e f4 (me li sono inventati adesso giusto come esempio), io però preferisco avere più pdc, tanto il paesaggio non si muove, non c’è neanche vento, imposto quindi 1/60 f 11, dal punto di vista dell’esposizione non cambia nulla, le due coppie di parametri sono assolutamente corrette, ma la seconda mi permetterà di ottenere una foto più nitida sia nel primo piano che nello sfondo.
Esempio opposto: sto fotografando una corsa, l’esposimetro mi indica 1/125 f 8, se scattassi con questi parametri la foto sarebbe perfettamente esposta, ma completamente mossa, imposto quindi 1/1000 f 2,8, avrò la stessa esposizione corretta con in più il soggetto nitido.
Anche in questo caso è possibile giocare con i parametri per scopi creativi, se fotografo una cascata con un tempo veloce, congelerò anche le singole gocce d’acqua perfettamente nitide, se uso un tempo lento, otterrò un velo di acqua etereo e suggestivo, ma come ho detto prima, un passo alla volta.
Spero che anche questo tutorial sia utile a tutti i neofiti che si avvicinano a questo meraviglioso mondo e, come sempre, per qualunque chiarimento non dovete far altro che chiedere.


Un esempio concreto: la profondità di campo aumenta con la chiusura del diaframma